In tutta Italia, Sant’Antonio Abate è una delle figure più amate della tradizione popolare. Considerato il protettore degli animali domestici e il patrono del fuoco, la sua festa segna simbolicamente il passaggio dall'inverno verso la rinascita primaverile.
In Sardegna, il rito assume un fascino ancestrale. I fuochi di Sant’Antonio rappresentano l'elemento centrale: il fuoco non è solo luce e calore, ma uno strumento di purificazione. L’evento in programma sabato 17 gennaio 2026, dalle 17:00, nel centro storico di Arzachena, è organizzato dal Gruppo Folk Santa Maria di Arzachena ed è un invito a riscoprire le radici della cultura sarda in una serata di convivialità, musica e sapori autentici.
Secondo la leggenda, Sant’Antonio scese agli inferi per rubare una scintilla e donare il fuoco agli uomini, sfidando l'oscurità. Accendere il falò significa tenere viva la memoria, unire la comunità e invocare protezione per i campi e il bestiame.
Per l’appuntamento ad Arzachena, via Firenze diventa il cuore dei festeggiamenti.
Il programma
ore 17:00 - la benedizione: Il momento solenne ha inizio con la benedizione del fuoco officiata dal parroco di Arzachena, Don Jacek Meczel.
ore 18:00 - musica e balli: La serata entra nel vivo con la musica di Tore Nieddu e i balli tradizionali
A seguire - sapori tipici: non c’è festa senza un assaggio dei sapori del territorio. I cuochi del Gruppo Folk preparano dal vivo lu coccu cu’ li pulpeddi con il pane cotto al momento nel forno a legna. Lu coccu è la tipica focaccia gallurese servita calda, per l’occasione farcita con carne di maiale insaporita da sale e pepe.
L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Arzachena.